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IL MASTER SECONDO I DOCENTI


5 domande ad un Professore del Master in Imprenditoria dello Spettacolo, per sapere cosa pensa del corso e cosa consiglierebbe a chi sta pensando di iscriversi al Master.
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Lorenzo Scarpellini

Lorenzo Scarpellini, consulente per i rapporti istituzionali dell'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS), esperto di legislazione dello spettacolo, al Master in Imprenditoria dello Spettacolo insegna Legislazione dello Spettacolo.

1) Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?
Un'immersione piena dietro le quinte dei teatri e dentro gli uffici di donne e uomini che producono cultura.

2) Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?
I rigidi criteri di selezione dei partecipanti; il collegamento reale con le imprese; la riconosciuta qualità del corpo insegnante, ovviamente me escluso.

3) Cosa insegnerai al Master?
Il mio obiettivo è fare capire che le leggi, le circolari, i regolamenti e quant'altro di norme non sono categorie dello spirito, ma arterie pulsanti che innervano il corpo vivo dello spettacolo.

4) A chi consiglieresti di iscriversi al Master?
A tutte le donne e gli uomini che intendono fare una scelta importante per la collettività, oltre che per il loro futuro.

5) Cosa diresti per consigliarlo ad iscriversi?
Venite, ci divertiremo parlando di leggi ma anche di poesia, letteratura, canzoni, di antiche leggende e della globalizzazione dell'economia: in sostanza di cosa significa fare cultura oggi. Una opportunità importante per costruire basi più solide, per svolgere un ruolo nel mondo dello spettacolo e per unire una solida formazione teorica con un’esperienza diretta nelle principali imprese del settore a livello regionale o nazionale.

Roberto Calari

Roberto Calari, Responsabile Cultura e rapporti con l'Università di Legacoop Bologna, al Master in Imprenditoria dello Spettacolo insegna Autoimprenditorialità nello spettacolo e nella cultura.

1) Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?
Una opportunità importante per costruire basi più solide per svolgere un ruolo nel mondo dello spettacolo e per unire una solida formazione teorica con un’esperienza diretta nelle principali imprese del settore a livello regionale o nazionale

2) Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?
In primo luogo la capacità di leggere i cambiamenti dei contenuti professionali richiesti dalle imprese del settore,una visione internazionale dei mercati, un’ottica interdisciplinare che tende a creare una capacità nuova di pensare all’interazione tra linguaggi e mercati della cultura. Infine la capacità di fornire un metodo e strumenti per analizzare il contesto sociale,economico e culturale in cui un’impresa della cultura è inserita o si deve inserire per ottimizzare la propria capacità di investimento, sviluppo e crescita e per affermare la propria responsabilità e funzione sociale.
Un altro punto di forza indubitabile è, poi, costituito dal fatto che attorno all’Università di Bologna, una delle più prestigiose del mondo, sta una realtà specializzata nell’alta formazione tecnica, artistica e manageriale, come Fondazione Ater Formazione, strumento che nasce dalle principali associazioni di categoria del settore spettacolo in Emilia-Romagna: Ater, Agis, Legacoop.

3) Cosa insegnerai al Master?
Insegno autoimprenditorialità nel settore dello spettacolo e della cultura, nell’ottica, ampia, dei 13 settori della industria culturale e dell’industria creativa proprie degli studi più recenti dell’Unione Europea. In ogni impresa culturale è fondamentale sviluppare un apporto critico, una capacità di ogni risorsa umana di apportare energie, idee, forza vitale e creatività: per fare questo ci vuole insieme grande umiltà e capacità di apprendimento dalle figure organizzative ed artistiche dell’impresa, ma ci vuole anche una formazione adeguata “trasversale”, una capacità di conoscere le diverse funzioni dell’impresa e di sapersi inserire in questo contesto. Il Master cerca di creare le condizioni e gli stimoli affinchè questo processo di apprendimento verso una più forte capacità di autonomia possa avvenire. Le decine di progetti di impresa che ho visto realizzare in questi anni dagli studenti del master nella simulazione finale del modulo rappresentano la ricchezza ed il talento che si può esprimere nel momento in cui si passa dal pensarsi come “dipendenti”, al pensarsi come “risorsa” di un’impresa della cultura o come “imprenditori di se stessi”: non a caso alcune di queste idee di impresa si sono poi realizzate concretamente ed hanno rappresentato un ulteriore opportunità di trasferire le conoscenze acquisite nel master nel mondo dell’impresa.

4) A chi consiglieresti di iscriversi al Master?
A giovani con percorsi universitari in area umanistica o tecnica che abbiano una forte motivazione professionale verso il settore della cultura e che vogliano assumere, con la dovuta gradualità, ruoli direttivi e manageriali o che vogliano acquisire ulteriori competenze di alta formazione finalizzata ad accrescere la loro capacità di gestione di un’impresa nel settore.

5) Cosa diresti per consigliarlo ad iscriversi?
Che è una scelta importante, che certamente, come hanno dimostrato le esperienze di questi ultimi venti anni, può creare le condizioni per entrare dalla porta principale nel mondo delle imprese che producono cultura in Italia o in Europa. Bisogna applicarsi nello studio e nello stage ( un’esperienza lunga e formativa nelle imprese del settore) sapendo che passione, capacità di relazione e rigore nello studio possono creare le condizioni per importanti percorsi e ruoli nelle imprese o nelle Istituzioni culturali. Iscriversi è, quindi, un investimento ed una scelta importante per chi voglia effettivamente tentare di costruirsi il proprio futuro professionale nella cultura. E’ una scelta difficile, il cui esito non è scontato, ma credo di poter dire, alla luce di questi anni di esperienza, che il Master possa contribuire a fare la differenza e a dare a chi lo frequente gli elementi conoscitivi e le esperienze indispensabili.

Lucio Argano

Lucio Argano, responsabile coordinamento Festival del Cinema di Roma e docente Università Roma Tre e Università Cattolica, al Master in Imprenditoria dello Spettacolo insegna Project Management degli Eventi di Spettacolo.

1) Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?
Una tradizione ed una certezza sin dai primi anni ’90 nella formazione organizzativa dello spettacolo dal vivo in ambito universitario pubblico.

2) Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?
La sua storia, l’Ater Formazione e la sua esperienza pluriennale nello specifico della formazione nello spettacolo, la presenza del prestigioso Dams dell’Università di Bologna, la rete dei docenti che per metà sono professionisti del settore, il profilo istituzionale, il costo.

3) Cosa insegnerai al Master?
Project management degli eventi di spettacolo.

4) A chi consiglieresti di iscriversi al Master?
Studenti universitari, giovani artisti che vogliono riqualificare le proprie competenze.

5) Cosa diresti per consigliarlo ad iscriversi?
Questo master, a differenza di altri di impostazione più manageriale, cerca di equilibrare l’artigianalità e le tradizionali prassi del lavoro organizzativo dello spettacolo con l’innovazione delle moderne pratiche di gestione, cercando di stimolare le capacità imprenditoriali ed auto imprenditoriali dei partecipanti e fornendo al riguardo consapevolezza, strumenti ed approcci. Utile per avere una chance in più da giocare lavorativamente nel settore dello spettacolo dal vivo.

Michele Trimarchi

Michele Trimarchi, Professore di economia della cultura all'Università di Bologna, al Master in Imprenditoria dello Spettacolo insegna Economia e Politica della Cultura.

1) Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?
Un corso che permette di analizzare, comprendere e valutare a fondo il sistema organizzativo, produttivo e distributivo dello spettacolo.

2) Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?
Innanzitutto la natura “ibrida” dei docenti, che alla visione di fondo associano una variegata esperienza sul campo. Poi l’approccio concreto delle diverse discipline. Infine, l’opportunità di combinare i contenuti del corso con la vita culturale bolognese, che rappresenta senza dubbio un laboratorio d’eccellenza.

3) Cosa insegnerai al Master?
Economia e politiche della cultura. Ossia l’analisi dei processi, dei valori e dei mercati culturali, e il disegno delle regole dell’azione pubblica a sostegno della cultura.

4) A chi consiglieresti di iscriversi al Master?
A chi intenda giocare la scommessa di un futuro che è certamente complesso, ma al tempo stesso ricco di opportunità per sperimentare nuovi approcci e nuovi modelli. Il Master sarebbe utilissimo per molti manager già in carriera, che fanno ancora riferimento a un mondo passato; se ne gioverebbe tutto il sistema dello spettacolo.

5) Cosa diresti per consigliarlo ad iscriversi?
Che la miglior testimonianza della sua efficacia sono le generazioni di professionisti che hanno frequentato le edizioni passate e che oggi rappresentano la generazione emergente dei manager dello spettacolo.

Andrea Maulini

Andrea Maulini, Esperto di marketing culturale, al Master in Imprenditoria dello Spettacolo insegna Marketing dello Spettacolo. E' stato allievo del Master nell'anno 1993/94.

1) Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?
Un corso di alto livello, serio e professionale, in un mondo, come quello dei master e dei corsi in Italia, non sempre contraddistinto da queste qualità.

2) Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?
Sicuramente l'approccio: teorico, ma senza essere lontano dalla realtà, e contemporaneamente pratico, ma senza essere solo un puro elenco di modi di fare. Con un’interazione con il mondo del lavoro immediata, semplice, direi quasi “naturale”.

3) Cosa insegnerai al Master?
Un tema di cui si parla molto ma si conosce poco: il marketing applicato allo spettacolo e agli eventi culturali, con le sue metodologie e le sue tecniche, ma anche con le specificità di un settore dove la creatività artistica deve essere assolutamente preservata.

4) A chi consiglieresti di iscriversi al Master?
A chi vuole conoscere il Management dello Spettacolo da tutti i punti di vista: come creare un evento, come organizzarlo, comunicarlo, venderlo...

5) Cosa diresti per consigliarlo ad iscriversi?
Per me, che sono un ex allievo (di tanti anni fa...) il Master ha rappresentato una tappa davvero importante. Per sviluppare una professionalità di rilievo in questo settore e, in generale, per lavorarci.

IL MASTER

Data d'inizio
Gennaio 2012
Data fine
Dicembre 2012
Durata
1500 ore di cui 500 di stage
Scadenza bando
30 Novembre 2011
Crediti formativi
60
Lingue del master
Italiano
Sede delle lezioni
Dipartimento di Musica e Spettacolo, Bologna via Barberia 4

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